REPowerEU, circa 300 miliardi per la transizione energetica dell’Unione Europea

18 maggio 2022

Porre fine alla dipendenza dell'UE dai combustibili fossili russi, con un conseguente risparmio per i contribuenti europei di quasi 100 miliardi di euro all’anno, e affrontare la crisi climatica. Con questo fine la Commissione europea, per mezzo della sua Presidente Ursula von der Leyen, ha oggi presentato il Piano REPowerEU, che mira a utilizzare il risparmio energetico, la diversificazione delle forniture energetiche e l'introduzione accelerata delle energie rinnovabili per garantire una piena transizione verde di tutti i Paesi membri.

Risparmio energetico

Tra le misure proposte dalla Commissione, il risparmio energetico è considerato il metodo più rapido ed economico per affrontare l’attuale crisi energetica. A tal proposito è stata pubblicata una "Comunicazione dell'UE sul risparmio energetico" che descrive in dettaglio i cambiamenti comportamentali a breve termine che potrebbero ridurre la domanda di gas e petrolio del 5% e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione specifiche rivolte alle famiglie e all'industria

Diversificare le forniture

Sul fronte del gas, i rappresentanti dei governi dei 27 Paesi membri hanno deciso di creare una piattaforma per l’acquisto congiunto di gas, Gnl e idrogeno, proponendo lo sviluppo di un "meccanismo di acquisto congiunto" che negozierà e contrarrà gli acquisti di gas per conto degli Stati membri partecipanti.

Accelerazione sul fronte energie rinnovabili

Tra le misure, viene introdotta una strategia solare dell'UE per raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030 e si sta lavorando sull’obbligo di copertura solare per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029.

Per il raggiungimento degli obiettivi proposti sono stati mobilitati quasi 300 miliardi di euro: i governi potranno infatti aggiungere un nuovo capitolo dedicato alle sfide del REPowerEu e usare 225 miliardi di euro già disponibili in prestiti dal Recovery fund, ai quali Bruxelles propone di aggiungere 72 miliardi in sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote del sistema di scambio delle emissione (Ets) attualmente detenute nella riserva di stabilità del mercato (20 miliardi), una parte dei fondi della Pac e una parte dei fondi della politica di coesione.

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