Contratto funzioni centrali 2019-2021, firmato l’accordo

09 maggio 2022

La rivoluzione del lavoro pubblico, sostenuta anche grazie agli investimenti del PNRR, raggiunge un ulteriore obiettivo. È stato infatti firmato oggi all’Aran il nuovo contratto per il comparto funzioni centrali, riferito al triennio 2019-2021 e contenente novità importanti quali il nuovo ordinamento professionale con la quarta area per le elevate professionalità, la valorizzazione della formazione e del merito, la regolazione dello smart working. 

La firma arriva all’esito di un percorso iniziato già nel 2021, precisamente il 10 marzo, con il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale siglato con i sindacati a Palazzo Chigi, il quale, oltre a individuare il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia come obiettivi per il rinnovamento delle Pubbliche amministrazioni, già riconosceva la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021.

 Ecco gli elementi di maggiore rilievo:

  • Il nuovo sistema di classificazione del personale, articolato su quattro aree, di cui una destinata alle Elevate professionalità. A parità di inquadramento giuridico, il modello prevede avanzamenti retributivi correlati alle competenze professionali progressivamente acquisite, attribuiti mediante procedura selettiva che contempera le esigenze di premialità e di inclusività. Tale modello consentirà un maggiore agio nello sviluppo professionale del personale delle pubbliche amministrazioni centrali al fine di valorizzare i più meritevoli ed incoraggiare percorsi di crescita di maggiore qualità.
  • La regolamentazione del lavoro a distanza, che si articola in lavoro agile, di cui alla Legge n. 81/2017, e lavoro da remoto.
  • Un ulteriore impulso alle relazioni sindacali, a testimonianza della volontà delle parti di mantenere un dialogo costruttivo e collaborativo tra Amministrazioni e Organizzazioni sindacali.
  • Una rinnovata attenzione alla formazione del personale, per completare la transizione digitale e investire in processi di sviluppo di competenze e qualificazioni professionali.
  • La rivisitazione di alcuni istituti normo-economici previsti dal precedente CCNL, che ha portato all’ampliamento della tutela nei confronti di chi si deve assentare per curare gravi patologie che richiedono terapie salvavita; l’estensione della copertura assicurativa ai dipendenti che coprano posizioni di lavoro che richiedono l’assunzione di responsabilità diretta verso l’esterno; l’introduzione di tutele volte a consentire alle persone di vivere in modo equilibrato la propria identità di genere.

In materia di trattamento economico, il contratto riconosce - a decorrere dall’1/1/2021 – a ciascun dipendente un incremento stipendiale pari a circa 105 euro medi per 13 mensilità, includendo le ulteriori risorse che sono state da ultimo stanziate nella Legge di bilancio per il 2022. Queste ultime sono indirizzate precipuamente al finanziamento del nuovo ordinamento professionale ed al superamento dei limiti di incremento dei Fondi risorse decentrate, consentendo così un ulteriore beneficio complessivo a regime di circa 20 euro medi al mese a persona. Il contratto collettivo così firmato riconosce anche arretrati contrattuali medi, per il periodo 2019-2021, pari a circa 1.800 euro lordo IVC per dipendente.

“Un traguardo importante che mi rende orgoglioso, innanzitutto per il suo alto valore simbolico: riconosce al capitale umano pubblico la centralità che gli spetta e che ha largamente dimostrato durante i mesi più drammatici della pandemia, garantendo la tenuta dei servizi e della comunità”. Queste le parole del ministro per la Pa, Renato Brunetta, che ha aggiunto: “Gli aumenti e gli arretrati in arrivo rappresentano una boccata d’ossigeno per i lavoratori, in un momento caratterizzato da un generalizzato aumento dei prezzi. La rivoluzione del lavoro pubblico è in corso”.

La stessa soddisfazione ha espresso il Presidente di Aran, Antonio Naddeo: “Un contratto con molte novità (ordinamento professionale, quarta area professionale, lavoro agile) che sarà molto importante per permettere alle amministrazioni un rinnovamento organizzativo. La condivisione con i sindacati è stata unanime, tant’è che hanno firmato tutte le organizzazioni sindacali. Ora speriamo di chiudere a breve i contratti della sanità e delle funzioni locali”.

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