500 professionisti per il Pnrr, i saluti dei Ministri Brunetta e Franco

19 gennaio 2022

Oggi il Ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, hanno salutato, in videocollegamento, i 500 professionisti assunti per supportare le amministrazioni coinvolte nelle attività di programmazione, monitoraggio e rendicontazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La selezione per l’assunzione, a tempo determinato, presso il MEF e le altre amministrazioni centrali titolari di progetti del Pnrr, di figure con profilo economico, giuridico, informatico, statistico-matematico, ingegneristico e ingegneristico gestionale, ha avuto inizio il 13 agosto 2021, con la pubblicazione del bando, al quale hanno partecipato 34mila candidati. La valutazione, consistente in prove scritte, avvenuta dal 20 al 22 ottobre, ha portato alla pubblicazione delle graduatorie il 30 novembre, permettendo di cominciare le assunzioni già da dicembre. 

I 500 professionisti selezionati stanno prendendo parte al percorso di formazione curato nei contenuti e negli aspetti organizzativi dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, che prevede 12 moduli formativi e quattro laboratori con l’obiettivo di simulare i processi e le interazioni che i professionisti dovranno affrontare nell’operatività quotidiana.


“Questa è l’Italia che sta cambiando”, ha detto il Ministro Brunetta. “Prima per una selezione di questo tipo servivano da quattro a sei anni, anni di indecisione e incertezza. Il concorrente provava altri concorsi, si disperdeva ‘in attesa di…’. Noi in tre mesi abbiamo realizzato una selezione molto seria: reclutamento, prove scritte, esiti finali, adesso state facendo la formazione e il risultato finale sarà l’assegnazione ai vari ministeri”. 

“Il concorso che avete vinto è un concorso importante per il nostro Paese", ha affermato il Ministro Franco. "Siete stati scelti e assunti per rendere possibile l’attuazione del Pnrr. L’Italia si chiede di riprendere a crescere, di creare occupazione, di diventare un Paese più innovativo. Se questo accadrà, darà fiducia all’Europa, anche sulla capacità di strumenti innovativi di contribuire alla dinamica della nostra economia”.

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