ONU, è aperta la consultazione sul report “Governing AI for Humanity”

09 febbraio 2024

L’appello alla cittadinanza mondiale parte da una costola delle Nazioni Unite, nello specifico dall’HLAB, organo consultivo sull’intelligenza artificiale stretto attorno al Segretario Generale, Antonio Guterres, che a fine anno ha identificato il “nocciolo” della governance di un tema caldo a livello planetario: l’intelligenza artificiale (IA in italiano per l’anglosassone AI).

Molti gli spunti alla base del nuovo brain storming universale, in perfetto stile ONU: dall’armonizzazione di standard e framework per la gestione della sicurezza e dei rischi, alla promozione della collaborazione multistakeholder per provare a proiettare nel futuro anche le “regioni” più svantaggiate, passando per la necessità di pianificare in anticipo le risposte alle emergenze, magari anche con norme vincolanti e percorsi condivisi in tema di responsabilità.

L’occasione per serrare i ranghi a livello planetario è il report intermedio “Governing AI for humanity”, un documento che sviscera in 30 pagine come per governare il fenomeno dell’IA occorra innanzitutto sfatare paure e falsi miti, avvicinando il “lettore” con box esplicativi e casi concreti per presentare il ventaglio dei “cosa si può fare, nell’interesse di tutti” e le ricadute positive nella vita di ogni cittadino.                 

Perché proprio dalla “condivisione globale” si parte per rafforzare la governance di un percorso dallo “straordinario potenziale” su cui si dibatte e ci si interroga continuamente, confermandone la caratura di trend onnipresente.

Al centro del report, il suggerimento per gli stakeholder di un allineamento “maturo e stretto” (cioè accompagnato e monitorato da chi sa e può) tra le norme internazionali e l’impellente pianificazione “personalizzata” dell’implementazione dell’IA.

Il tutto, si fa per dire, riassunto nella ricetta clou: una proposta generale e multisfaccettata per il controllo dell’IA, svolgendo sette funzioni critiche, con particolare attenzione alla sinergia nell’analisi dei rischi e al sostegno alla collaborazione e condivisione internazionale dei dati, puntando a raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDG) e last but not least (per ultimo, ma non certo in termini d’importanza) a rafforzare il senso di “responsabilità universale”, garantendo equa partecipazione a ogni Paese del globo.

Cinque i principi guida:

  • Centralità della governance dei dati: in altri termini, spazio al problema della doppia governance. Non a caso, in tutto il documento e a vario titolo, si ribadisce come e perché la governance dell’intelligenza artificiale non debba essere mai separata dalla governance dei dati, dalla “promozione” di un alfabeto comune di dati condivisi.
  • Inclusività: si auspica che - e come - tutti i cittadini, compresi quelli del cosiddetto Sud del mondo, siano messi nelle condizioni di accedere e utilizzare l’intelligenza artificiale;  
  • Interesse pubblico: a proposito di questa voce, si raccomanda che la governance vada oltre il principio del “Non nuocere” (a nessuno) fino a definire un quadro più ampio di responsabilità per organizzazioni e aziende che introducono, producono e controllano l’intelligenza artificiale, nell’interesse di tutti gli utenti, diretti e indiretti.
  • Diritto internazionale e diritti: una volta inserita nella Carta delle Nazioni Unite, la governance dell’IA dovrà essere ancorata al diritto internazionale sui diritti umani e agli obiettivi di sviluppo sostenibile per poter garantire, attraverso la diffusione generale, l’incentivo alla “ricezione particolare”.
  • Network universale e logica di rete: per una reale applicazione che non resti una mera enunciazione di principio, la governance dell’IA “interconnessa e multilaterale” dovrà mettere a frutto il network delle Istituzioni esistenti, per dare “priorità al consenso universale di Paesi e parti interessate”.

Su tutto questo singoli individui, gruppi e organizzazioni invitati a inviare feedback entro il 31 marzo prossimo attraverso l’apposito modulo online. Sono previste già interazioni successive alla deadline col Segretariato delle Nazioni Unite.

Tutti i contributi pervenuti, come previsto per le consultazioni e ricerche aperte dell’ONU, potranno contribuire alla stesura del report finale.

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