Fondi PNRR, alto il rischio di frodi. Cosa prevede il Piano

02 marzo 2022

“Le frodi sui fondi europei e sul PNRR sono in forte crescita”. È questo il grido d’allarme lanciato dal procuratore generale della Corte dei Conti, Angelo Canale, all’inaugurazione dell'anno giudiziario 2022. "Il 20% delle citazioni in giudizio hanno riguardato indebite percezioni di fondi europei e nazionali, per una richiesta risarcitoria di oltre 231 milioni di euro. Un dato, quest'ultimo, non sottovalutato dalla nuova Procura europea, con la quale la Procura generale ha sottoscritto un protocollo di coordinamento operativo, a cui si attengono le procure regionali”.

Del resto, anche Danilo Ceccarelli, vicecapo della Procura europea (European Public Prosecutors Office, Eppo) - l’organismo indipendente della Ue istituito a giugno 2021, cui spetta indagare e perseguire di fronte ai tribunali degli Stati membri i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione -, nei giorni scorsi ha parlato di uno scenario allarmante soprattutto in Italia, in cui si concentrano il 22% delle indagini: “Quasi 600 indagini avviate, un danno al bilancio dell’UE di 5,3 miliardi di euro e la rilevazione del forte coinvolgimento della criminalità organizzata nelle frodi Iva transnazionali”.

Ma vediamo cosa prevede il PNRR rispetto al pericolo di appropriazione indebita delle ingenti risorse messe a disposizione degli Stati. Una delle priorità per le PA responsabili della sua attuazione, è proprio quella di prevenire che l’enorme mole di fondi stanziati sia immune da gestioni illecite. Le amministrazioni devono assicurare la completa tracciabilità delle operazioni e la tenuta di una contabilità separata per l’utilizzo delle risorse del PNRR. Esse sono inoltre responsabili dell’avvio delle procedure di recupero e restituzione delle risorse indebitamente utilizzate, ovvero oggetto di frode o doppio finanziamento pubblico.

Presso ciascuna amministrazione centrale responsabile di una Missione o di una Componente del PNRR, viene individuata una struttura di coordinamento con funzione di monitoraggio e verifica. Tutti gli atti, i contratti ed i provvedimenti di spesa adottati, sono sottoposti ai controlli di legalità e ai controlli amministrativo-contabili previsti dalla legislazione nazionale. Le stesse amministrazioni sono tenute, pertanto, a conservare la relativa documentazione giustificativa su supporti informatici adeguati, in modo da renderli disponibili per le attività di controllo ed audit.

Per l’Italia, tale organismo è stabilito in seno al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato - IGRUE e la sua indipendenza è garantita dalla segregazione delle diverse funzioni previste, come da buone pratiche internazionali. L’applicazione informatica “MyAudit” sarà utilizzata a supporto per le attività di comunicazione e monitoraggio dei dati e dei controlli derivanti dagli audit, nonché per la redazione della sintesi degli audit da parte dell’unità di comunicazione deputata.
Inoltre, altri organismi nazionali chiamati al controllo sono la Corte dei conti, la Guardia di Finanza e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

L’unità operativa di controllo e l’organismo di audit utilizzeranno il sistema antifrode “Arachne”, ossia lo strumento di estrazione dei dati e per la valutazione del rischio della Commissione introdotto nel 2015. In parallelo, il sistema unitario ReGiS sarà utilizzato da tutte le amministrazioni titolari di misure previste dal PNRR per tutte le attività di rendicontazione, sia finanziaria che procedurale.

Al sistema informatico di monitoraggio hanno poi accesso anche la Commissione europea, l’OLAF (European Anti-fraud Office), la Corte dei Conti e, se del caso, l’EPPO (European Public Prosecutor’s Office), in adempimento a quanto previsto dall’articolo 22, paragrafo 2, lettera e) del Regolamento (EU) 2021/241. Ciò consente di verificare e monitorare, all’interno di un’unica banca dati, i progetti finanziati nel contesto del PNRR, ma anche da altri programmi unionali e da risorse nazionali. Inoltre, l’assegnazione del codice unico di progetto (CUP) a ogni progetto di investimento registrato nel sistema, mira a prevenire il doppio finanziamento e a ridurre il rischio di frodi. In questo ambito, riveste particolare importanza l’I.M.S. (Irregularities Management System), che pone in capo ai Paesi membri un obbligo di comunicazione alla Commissione europea - OLAF dei casi di irregolarità/frode a danno del bilancio comunitario.
Il ruolo trasversale dell’ANAC nelle varie fasi di attuazione del PNRR consisterà nello sviluppo e implementazione della Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), nonché nella completa digitalizzazione delle procedure di gara e nella qualificazione delle stazioni appalti, unitamente all’istituzione del portale unico della Trasparenza.

Il contesto normativo di tale articolato sistema di controlli è rappresentato dalle disposizioni contenute nell’art. 7 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, sulle attività di rendicontazione, monitoraggio e controllo sulle attività del PNRR, nonché dal Titolo IV del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, sugli investimenti e sul rafforzamento del sistema antimafia. Di rilievo, infine, anche il D.P.C.M. del 15 settembre 2021 sulla rilevazione dei dati di attuazione finanziaria fisica e procedurale per singolo progetto del PNRR.

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