Alta velocità: i progetti del MiMS per unire l’Italia

13 gennaio 2022

L’alta velocità rappresenta uno dei temi cardine del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza in quanto, come scritto nella prima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr, “gli investimenti ferroviari nell’alta velocità/capacità di media-lunga distanza hanno una valenza di carattere generale, poiché promuovono un efficace collegamento tra aree del Paese”. I numerosi interventi previsti dal Piano si concretizzano nella realizzazione di 274 chilometri di ferrovia al Sud e 180 chilometri di linee ad alta velocità al nord. 

Il raggiungimento di questo obiettivo è stato possibile grazie all’approvazione di due riforme, da parte del MiMS, che riguardano l’accelerazione, da un lato, dell’iter di approvazione del contratto tra Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili e Rete Ferroviaria Italiana e, dall’altro, dell’iter di approvazione dei progetti ferroviari. Nel primo caso la modifica legislativa riduce i tempi per l'iter di approvazione dei Contratti di Programma (CdP) del gestore dell'infrastruttura ferroviaria RFI, mentre nel secondo la modifica normativa ridurrà la durata dell'iter di autorizzazione dei progetti da 11 a 6 mesi.


L'alta velocità per il Sud

Entro il mese di giugno del 2026 la tratta Napoli-Bari diventerà percorribile in 2 ore, contro le attuali 3 e mezza, con un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle sezioni a doppio binario. Per la linea Palermo-Catania-Messina saranno realizzate le tratte intermedie del progetto, che porteranno il tempo di percorrenza dalle attuali 3 ore a 60 minuti, con un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte in raddoppio. Sulla tratta Salerno-Reggio Calabria la durata del viaggio diminuirà di 80 minuti; per consentire un migliore transito dei treni merci, inoltre, per il porto di Gioia Tauro sono previste da subito ulteriori significative risorse. Il costo totale dell’investimento è di 4.64 miliardi di euro.

I principali benefici di questi interventi, dunque, sono una più rapida connettività tra Nord e Sud, e un conseguente minore isolamento per gli abitanti del Mezzogiorno, un collegamento più efficiente per il porto di Gioia Tauro, minori tempi di percorrenza sulle linee Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania, l’aumento del numero di treni per il trasporto sia di passeggeri sia di merci e la creazione di posti di lavoro e opportunità di sviluppo per le aziende del Sud. 
Un altro miliardo e mezzo di euro è destinato agli interventi sulla Roma – Pescara, Orte – Falconara e Taranto – Battipaglia.


L'alta velocità per il Nord

Al nord invece, entro il giugno 2026, gli interventi riguarderanno la tratta Brescia-Verona-Vicenza, verrà completata la linea Liguria-Alpi per dimezzare i tempi di percorrenza di Genova-Torino e Milano-Genova, passeranno da 10 a 24 i treni all’ora sulle tratte in prossimità del nodo di Milano (Rho-Parabiago e Pavia-Milano-Rogoredo) con il transito di treni merci lunghi fino a 750 metri e verrà potenziata la direttrice Verona-Brennero realizzando la tangenziale ferroviaria di Trento. Il costo complessivo sarà di 8,57 miliardi di euro. Il completamento dell’alta velocità sulla linea Milano-Venezia sarà garantito dal Fondo complementare al Pnrr che prevede 25 milioni di euro per la progettazione definitiva del terzo lotto funzionale della tratta Vicenza–Padova.

 

Le scadenze

La tabella delle scadenze è molto serrata: entro dicembre 2022 dovranno essere conclusi gli appalti e firmati i contratti per la costruzione della linea alta velocità Napoli – Bari e Palermo – Catania. Entro il marzo 2024 dovranno essere firmati contratti per la Salerno - Reggio Calabria. Entro il giugno 2024 dovranno essere ultimati 69 chilometri di linee ad alta velocità per le tratte Napoli – Bari, Salerno – Reggio Calabria e Palermo – Catania. Entro il giugno 2026 ultimati i 274 chilometri ad alta velocità su tutte e tre le tratte.

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