Cause di decadenza della Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI)

Domanda: 

Quali sono i casi di decadenza della Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI)?
 

Risposta: 

La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI)  è sospesa in caso di:

  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. L'indennità è sospesa d'ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie. Dopo un periodo di sospensione di massimo sei mesi, l'indennità riprende per il periodo residuo;
  • nuova occupazione con contratto di massimo sei mesi in paesi dell'UE o con cui l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione, o in paesi extracomunitari;
  • mancata comunicazione all'Inps del reddito annuo presunto, entro un mese dall'inizio della nuova attività di lavoro subordinato non superiore a sei mesi.

La NASpI decade se il lavoratore:

  • perde lo stato di disoccupazione;
  • inizia un'attività di lavoro subordinato, senza comunicare all'Inps il reddito presunto che ne deriva, entro un mese dal suo inizio;
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito che deriva da un altro o da altri rapporti di lavoro part time quando cessa almeno uno tra vari rapporti di lavoro a tempo parziale che ha dato diritto alla NASpI;
  • inizia un'attività lavorativa autonoma senza comunicare il reddito presunto, entro un mese dal suo inizio;
  • raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • acquisisce il diritto all'assegno ordinario di invalidità e non opta per l'indennità NASpI;
  • nei casi previsti dalla legge non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai Centri per l'Impiego.
  • L'articolo 21 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 rafforza i meccanismi di condizionalità per la fruizione delle prestazioni di disoccupazione, integrando e specificando le disposizioni dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 22 del 2015, sugli obblighi di partecipazione alle misure di politica attiva del disoccupato. Secondo l'articolo 21, l'inosservanza degli obblighi comporta sanzioni proporzionali, che vanno dalla decurtazione di una frazione o di un'intera mensilità della prestazione, fino alla decadenza della NASpI e dello stato di disoccupazione.

In caso di lavoro all'estero la NASpI:

  • può continuare a essere percepita per un massimo di tre mesi se chi riceve l'indennità va in cerca di occupazione in un paese che applica la normativa comunitaria esportando la prestazione. Il soggetto deve iscriversi come persona in cerca di lavoro nello stato ospitante e, una volta occupato, decade dal diritto alla NASpI (articoli 7, 63 e 64 del regolamento UE 883/2004);
  • può essere esportata se il percettore si reca in cerca di occupazione in uno stato non comunitario convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione con previsione dell'esportabilità della prestazione. Il soggetto deve iscriversi come persona in cerca di lavoro nello stato ospitante e, una volta occupato, decade dal diritto alla NASpI;
  • viene sospesa fino a un massimo di sei mesi, se il percettore lascia l'Italia avendo già stipulato un contratto di lavoro subordinato in un paese estero che applica la normativa comunitaria. Terminato il contratto, l'indennità sospesa verrà ripristinata, a meno che il soggetto non abbia già richiesto una prestazione analoga al paese ospitante in quanto iscritto all'ufficio del lavoro dello stato estero;
  • viene sospesa per un massimo di sei mesi, se il percettore va in un paese non comunitario e convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione con un contratto di lavoro già stipulato in quel paese;
  • è sospesa fino a un massimo di sei mesi nel caso in cui il percettore si rechi in uno stato non comunitario e non convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione avendo già stipulato un contratto di lavoro nel predetto stato ospitante.
Aggiornata il: 
08/06/2017 - 13:39