Immigrazione: approvato l’accordo Stato - stranieri

Il Consiglio dei ministri ha approvato, nella seduta del 28 luglio 2011, il decreto presidenziale che disciplina un nuovo strumento di gestione dei flussi dei cittadini stranieri.

Si tratta dell’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato: un percorso formativo di due anni al termine del quale viene concesso allo straniero che ha “rispettato il patto” il permesso di soggiorno.
La nuova normativa è rivolta a tutti gli stranieri dai 16 anni di età in su, entrati in Italia per la prima volta, che chiedono un permesso di soggiorno superiore ad un anno; il processo di integrazione prevede l’obbligo per il richiedente di partecipare ad una serie di attività formative (per l’acquisizione della conoscenza di base della lingua italiana, dell'organizzazione delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia) e a tutta una serie di attività che vengono valutate attraverso il sistema dei crediti: alla stipulazione del patto vengono accreditati sedici crediti iniziali, che vengono  incrementati con percorsi di formazione professionale, conseguimento di titoli di studio, iscrizione al Ssn, stipula di un contratto d'affitto o di acquisto di un immobile, volontariato e che, invece, vengono decurtati al verificarsi di eventi quali ad esempio l’essere condannati con sentenza penale anche non definitiva o sottoposti a misure di sicurezza personali o, ancora, per aver commesso gravi illeciti amministrativi o tributari.
Se, a un mese dal termine del biennio, sono stati raggiunti i 30 crediti, l'accordo viene considerato adempiuto. Se, invece, i crediti sono superiori a 16 e inferiori a 30, l'accordo viene prorogato di un anno per dare la possibilità di raggiungere i 30 crediti. Infine, se i crediti dovessero azzerarsi (pari o inferiori a zero), scatta l'espulsione.
 
Sono esonerati dalla nuova normativa gli stranieri che presentano patologie o handicap che limitano gravemente l'autosufficienza o tali da determinare gravi difficoltà all'apprendimento linguistico e culturale, le vittime della tratta, di violenza o grave sfruttamento, per le quali l'accordo è sostituito dal completamento del percorso di protezione sociale.
 
Accettando l'accordo, infine, lo straniero è obbligato a rispettare i principi della Carta dei valori istituita con decreto del ministro dell'Interno nel 2007.
 
 
 
 
Per informazioni: 
Ministero Interno