Matrimonio all'estero

I cittadini italiani che si sposano all’estero non sono soggetti alle pubblicazioni di matrimonio, salvo sia richiesto dalla legislazione straniera. Le Autorità locali di altri paesi presso cui deve essere celebrato il matrimonio possono richiedere un’attestazione di assenza di impedimenti per contrarre matrimonio.

 

Il cittadino italiano residente in Italia per sposarsi in un paese che ha sottoscritto e ratificato la Convenzione di Monaco (Austria, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldova, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia; il Belgio, firmatario, non ha ratificato) deve richiedere il certificato di capacità matrimoniale, esente da legalizzazione e traduzione, rilasciato dal comune di residenza o, se residenti all’estero, dalla Rappresentanza consolare competente. Il cittadino italiano, per ottenere tale certificato deve fare le pubblicazioni in Italia.

Trascrizione matrimonio

L’attestazione di assenza di impedimenti per contrarre matrimonio si richiede alla Rappresentanza consolare italiana nella cui circoscrizione territoriale si vuole contrarre matrimonio, anche qualora si sia residenti in Italia.  La Rappresentanza consolare italiana potrà rilasciare il documento sulla base del positivo esito degli accertamenti, acquisiti d’ufficio i documenti previsti dalla legge e quelli ritenuti necessari per provare l’inesistenza di impedimenti.

Validità del matrimonio estero

Il matrimonio celebrato all’estero per avere valore in Italia deve essere trascritto nei registri di stato civile del comune italiano competente, attraverso la Rappresentanza consolare che trasmetterà al comune l’atto di matrimonio in originale emesso dall’Ufficio dello Stato Civile estero, debitamente legalizzato e tradotto. In alternativa è possibile presentare l’atto, debitamente legalizzato e tradotto, direttamente al comune italiano di appartenenza. Gli atti dei paesi aderenti alla Convenzione di Vienna sono esenti da legalizzazione e traduzione.

Traduzione e legalizzazione dei documenti

Per valere in Italia gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere devono essere legalizzati dagli uffici consolari italiani all’estero, e tradotti in italiano recanti il timbro “per traduzione conforme”, eccetto quelli redatti su modelli plurilingue. Dove esiste la figura giuridica del traduttore ufficiale la conformità può essere attestata dal traduttore, la cui firma è legalizzata dal Consolato. Nei paesi in  cui manca tale figura è necessaria la certificazione di conformità del Consolato, dove in tutti i casi bisogna recarsi con atto in originale straniero e traduzione.