Lavorare nell'Unione europea

Se sei un cittadino dell'Unione europea puoi lavorare in altri Stati membri senza permesso di soggiorno.

Diritto al lavoro

Come cittadino dell’Unione europea hai il diritto di:

  • Lavorare sia come datore di lavoro, che come lavoratore autonomo, in un altro Stato membro senza subire discriminazioni basate sulla nazionalità e senza bisogno di un permesso di lavoro;
  • Lavorare, anche temporaneamente, in qualsiasi Paese dell'Unione senza permesso di lavoro;
  • Vivere nel Paese ospitante con i tuoi familiari godendo degli stessi vantaggi sociali concessi ai lavoratori locali.

La libera circolazione dei lavoratori si applica anche, in linea di massima, ai Paesi dello Spazio economico europeo: Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Alcune restrizioni transitorie possono essere applicate ai cittadini croati.

Anche se sei un cittadino non europeo puoi avere il diritto di lavorare in un paese dell'Unione europea e godere delle stesse condizioni di lavoro dei cittadini europei.
In questo caso, la tua situazione varia in funzione del tuo status di familiare di un cittadino dell'Unione europea e della tua nazionalità.

Richieste di soggiorno

Se fai richiesta di soggiorno in un paese europeo diverso dal tuo ci sono determinate condizioni che devi rispettare a seconda se si tratti di:

  • Soggiorni brevi (fino a 3 mesi);
  • Soggiorni di lunga durata (superiori a 3 mesi);
  • Soggiorni permanenti.

Lavorare in un altro paese europeo

Se lavori in un altro Paese dell'Unione europea, tu e la tua famiglia acquisite automaticamente il diritto di vivere in tale Paese. Le condizioni applicabili variano a seconda che tu abbia un contratto di lavoro o che tu sia un lavoratore autonomo:

  • Se hai un contratto di lavoro hai il diritto di vivere in un altro Paese dell'Unione europea, anche se non lavori a tempo pieno o se hai un contratto di lavoro a tempo determinato;
  • Se sei un lavoratore autonomo potresti dover richiedere il riconoscimento delle tue qualifiche professionali.
    Le formalità necessarie per i lavoratori autonomi variano ancora considerevolmente nell'Unione europea. Per informazioni in Italia sulle qualifiche professionali puoi:

Previdenza sociale per i lavoratori migranti

Se sei un lavoratore migrante, dipendente o autonomo, tu e i tuoi familiari a carico siete coperti dal sistema di previdenza sociale del Paese in cui lavori.

  • Se perdi il lavoro durante il tuo soggiorno in un altro Paese, dopo aver lavorato come dipendente, dovresti continuare a godere degli stessi diritti riconosciuti ai cittadini di tale paese (prestazioni sociali, accesso all'occupazione, retribuzione, prestazioni per facilitare l'accesso al lavoro, ecc.);
  • Se hai lavorato in un altro Paese dell’Unione europea e perdi il lavoro o la tua attività si esaurisce (se sei un lavoratore autonomo), in taluni casi puoi mantenere il tuo diritto a soggiornarvi. La durata della permanenza dipenderà dalla durata del periodo di lavoro e dal tipo di contratto che avevi prima di perdere il lavoro;
  • Se sei temporaneamente inabile al lavoro a seguito di una malattia o di un infortunio, puoi rimanere fino a quando non sarai guarito. Per informazioni sulle tutele e prestazioni in Italia consultare la pagina dell’INPS.

Indennità di disoccupazione

Ciascun paese applica le sue regole in materia di indennità di disoccupazione. Ciò significa che potresti ricevere l'indennità per 24 mesi nel tuo paese di appartenenza, ma solo per 12 mesi in un altro paese. Per informazioni sui tuoi diritti in ciascun Paese dell’Unione europea consulta la pagina web della DG Occupazione, affari sociali e inclusione.

Lavoratore transfrontaliero

Se sei un lavoratore transfrontaliero, ossia se lavori su un versante di una frontiera, ma vivi sull'altro versante e ritorni a casa almeno una volta alla settimana, godi di uno status speciale e sarai soggetto alle normative di entrambi i Paesi.

Alcuni dei tuoi diritti e doveri dipendono dal Paese in cui lavori (legislazione sul lavoro, normative fiscali in taluni casi) e altri dal Paese in cui vivi (ad esempio norme in materia fiscale e immobiliare, formalità di residenza).

Lavoratore distaccato

Se sei un cittadino dell'UE distaccato in un altro Paese dell'Unione (per un massimo di due anni) per svolgere un'attività lavorativa, puoi lavorare temporaneamente in un altro Paese dell'Unione europea restando iscritto al regime di previdenza sociale del tuo Paese. A tale scopo, occorre tuttavia adempiere alcune formalità.

Dipendenti pubblici che lavorano in un altro Paese dell'Unione europea

Se sei un dipendente pubblico di un Paese dell'Unione europea, ma lavori in un altro Paese dell'Unione (in un'ambasciata, un consolato o un'altra istituzione pubblica all'estero), sei coperto dal regime di previdenza sociale del paese di impiego.
Ciò significa che la legislazione del Paese di impiego stabilisce le prestazioni alle quali hai diritto per quanto riguarda:

  • Malattia, maternità e paternità;
  • Pensioni di invalidità, vecchiaia e reversibilità;
  • Infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • Assegni familiari;
  • Disoccupazione (se richiedi le indennità in tale paese);
  • Prepensionamento.

Per maggiori informazioni puoi consultare il sito web della DG Occupazione, affari sociali e inclusione.

Indennità di Disoccupazione

Se sei un cittadino dell’Unione europea in stato di disoccupazione completa (non parziale o intermittente), puoi trasferirti in un altro Paese dell'Unione europea per cercare un lavoro e continuare a ricevere l'indennità di disoccupazione cui hai diritto nel paese in cui hai perso il lavoro.

Pensione di vecchiaia

Se devi chiedere la pensione di vecchiaia ed hai lavorato in diversi Paesi dell'Unione europea, hai accumulato diritti alla pensione in ogni Paese. È necessario quindi presentare la richiesta nel Paese in cui vivi oppure nell'ultimo Paese in cui hai lavorato. Tale Paese riunirà i contributi pensionistici che risultano versati in tutti i Paesi in cui hai lavorato.

Cercare lavoro all’estero

Tutti i cittadini dell'Unione europea hanno il diritto di cercare lavoro in un altro Paese dell'Unione europea e di ricevere dai servizi nazionali per l'impiego la stessa assistenza che viene prestata ai cittadini del paese d'accoglienza. 

Chi cerca lavoro non può essere espulso se è in grado di provare che è alla ricerca di un impiego e ha la possibilità concreta di trovarlo. Se cerchi lavoro all’estero ricorda che la rete europea per l’impiego EURES, grazie ai suoi oltre 850 consulenti e al portale EURES, pubblica offerte di lavoro e consigli pratici.

Per approfondire

  • Sul sito della Commissione europea La tua Europa è disponibile un’apposita sezione sul tema lavorare;
  • Sul sito della Commissione europea  - DG Occupazione, affari sociali e inclusione è possibile reperire informazioni utili per lavorare in un altro Paese europeo;
  • Il portale EURES contiene informazioni sulle offerte di lavoro e di studio in Europa;
  • La rete Euroguidance offre un servizio di orientamento per lavorare, studiare o seguire corsi di formazione in altri Paesi dell'Unione europea;
  • ENIC-NARIC - Porta di accesso per il riconoscimento delle qualifiche accademiche;
  • Punti di contatto nazionali per il Quadro europeo delle Qualifiche;
  • Sportelli unici per il completamento delle formalità per i prestatori di servizi;
  • EURAXESS services network - Ricercatori in movimento;
  • FreSsco (Free movement of workers and Social security coordination)  rete di esperti indipendenti nel settore della libera circolazione dei lavoratori e nel settore del coordinamento dei regimi di sicurezza sociale nell’Unione europea;
  • EESSI  Directory pubblica delle Istituzioni  della Sicurezza Sociale Europea;
  • MISSOC sistemi di protezione sociale in Europa.

Riferimenti normativi

Il quadro normativo di riferimento relativo alla libertà di circolazione dei lavoratori nell’Unione europea è il seguente: